Sara Gaibotti

Sara Gaibotti e l’acetaia che sfida i secoli

di Mariella Massaro

Sara Gaibotti è nata nel 1993 a Reggio Emilia ed è cresciuta a Campogalliano, un piccolo paese nella provincia di Modena. È emiliana e modenese come l’aceto balsamico che produce nella sua acetaia di famiglia.

Ho conosciuto Sara lo scorso maggio: una giovane donna dolce, ma al tempo stesso determinata e caparbia. La storia di Sara è una storia di imprenditorialità tutta al femminile che affonda le sue radici nell’800.

Gli studi e la sua vita prima dell’acetaia

Sara dopo la maturità si è trasferita a Milano per studiare architettura al Politecnico dove si è laureata. Guidata dalla passione per l’arte, nel 2019 si è traferita a Roma per frequentare un Master di primo livello in Management per l’arte. Ha lavorato in ambito artistico, nella produzione e organizzazione di mostre di arte contemporanea fino alla fine del 2022.

Nel 2023 ha dato una svolta radicale alla sua vita dedicandosi alla gestione dell’antica acetaia di famiglia.

L’amore per l’aceto ha radici nel passato

E quando le domando di raccontarmi della sua acetaia, mi racconta di Amedeo Petrazzi, un suo antenato. L’acetaia nasce infatti alla fine dell’800 nel centro di Modena, esattamente in via Malatesta, dove Amedeo Pedrazzi, bis-nonno della mamma di Sara Gaibotti, iniziò a produrre aceto proprio nel sottotetto della sua abitazione. L’acetaia della famiglia Pedrazzi ha percorso quindi tutto il cammino necessario alla formazione di questo nettare e, generazione dopo generazione, alla prima batteria se ne aggiunsero altre ed altre ancora, sino ad arrivare ad oggi.

L’acetaia nel tempo è cresciuta ed ora è composta da ventidue batterie e anche per questo motivo ha cambiato diverse dimore. Da Modena è stata trasferita a Carpi, poi a Campogalliano. Ora riposa in un sottotetto della città di Carpi, sempre in provincia di Modena. Per oltre un secolo e mezzo il condimento prodotto è rimasto riservato esclusivamente ai membri della famiglia e a pochi intimi amici.

Solo dal 2010 si è deciso di deliziare i palati più raffinati mettendo a disposizione la propria produzione di condimento balsamico invecchiato anche fuori delle mura familiari e l’antica acetaia della famiglia Pedrazzi è diventata l’Acetaia A-Ventidue.

Ho imparato ad amare la nostra acetaia verso i 15 anni, quando la mia mamma ha definitivamente ereditato le batterie e abbiamo affrontato un primo trasloco delle botti. In quel caso tutta la famiglia ha dato una mano e ci siamo ritrovati ad entrare in contatto con l’aceto balsamico come mai prima di allora. Ne sono rimasta affascinata e da quel momento ho iniziato a intrufolarmici ogni volta che ne avevo la possibilità. Ho iniziato così a sentirla pian piano mia.

L’acetaia A-Ventidue

Sara ha iniziato ad occuparsi dell’acetaia a tempo pieno dal 2023. Stava vivendo un periodo di profonda crisi con il suo precedente lavoro che l’ha costretta a guardarsi intorno. Grazie all’aiuto della sua famiglia ha capito che non doveva cercare troppo lontano.

L’acetaia porta il nome di Acetaia A-Ventidue, perché ventidue sono le linee di produzione attive e le rispettive linee di invecchiamento, perché A-22 è anche il nome dell’autostrada che segna il percorso che l’Acetaia ha avuto nei suoi 180 anni di storia, partita da Modena attraverso Campogalliano e Carpi.

Nello stesso anno ha iniziato un percorso di formazione per diventare assaggiatrice di aceto balsamico tradizionale di Modena. Questo percorso la aiuterà a comprendere al meglio le qualità di questo prodotto per valorizzarlo e continuare a tramandare il suo valore così prezioso.

Nulla è però cambiato, “Via Malatesta”, la prima batteria del 1830, è ancora presente, con le sue undici piccole botti di legno scuro e la grande botte, dove ancora giacciono i sapori di quasi due secoli di storia.

Mi sono tuffata in questa nuova avventura, fatta di tradizioni modenesi e botticelle piene di aceto balsamico. Io e l’Acetaia A-Ventidue stiamo facendo un bel viaggio insieme, attraverso le tradizioni modenesi e il mondo imprenditoriale. Grazie a lei sto imparando un lavoro complesso esplorandolo da tutti i punti di vista. Stiamo crescendo insieme. Al momento me ne occupo da sola, ma non mi sento mai sola. Ci sono persone che mi stanno supportando in questo mio nuovo percorso lavorativo.

Tradizione, innovazione e cambiamento

Sara Gaibotti nella sua acetaia propone un aceto balsamico di altissima qualità che si compone, come da tradizione, di soli due ingredienti: mosto d’uva cotto e il tempo. Ogni balsamico è prodotto in serie limitata, con confezioni e bottiglie numerate singolarmente e sigillate a mano una ad una.

Innovazione e cambiamento sono due concetti che Sara Gaibotti sta portando avanti nella sua acetaia e in cui crede fortemente. Il mondo dell’aceto balsamico di Modena è sicuramente molto legato alla tradizione, al territorio e ai modenesi. Questo forte legame con il territorio e la sua gente è un grande punto di forza ma un percorso di crescita ed evoluzione porta sempre cambiamento e innovazione. La gente ignora ciò che non conosce e spesso il mondo dell’aceto balsamico è visto come qualcosa di lontano, antico. Sara con il suo lavoro quotidiano, anche attraverso i social media, sta divulgando la sua passione per l’aceto balsamico di Modena.

Sara Gaibotti e l'acetaia A-Ventidue

Cura un blog con il quale, attraverso video formativi, accresce la consapevolezza e la conoscenza di questo fantastico prodotto. Propone inoltre utilizzi facili e creativi dell’aceto balsamico in cucina attraverso ricette e consigli di abbinamento.

Sara apre le porte della sua acetaia

Sara Gaibotti con audacia e determinazione ogni giorno investe passione e impegno nell’acetaia ereditata dal bis-nonno della sua mamma e lo fa credendo che incontrare persone, condividere emozioni e scambiare opinioni, sia molto importante per il suo lavoro. Nell’ultimo anno ha partecipato al alcuni eventi in giro per l’Italia e da qualche mese propone degustazioni e visite guidate nella sua acetaia.

Le visite guidate sono un’opportunità per conoscersi dal vivo e immergersi per qualche ora in un’atmosfera affascinante fatta di profumi, sapori e silenzi carichi di storia e tradizione.

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Perché l’aceto balsamico non è solo un condimento, ma un ingrediente a tutti gli effetti, è la prova tangibile di come un’antica tradizione possa conservarsi nel tempo e diventare un’arte culinaria.

Credo che la componente umana sia importantissima, soprattutto quando si tratta di prodotti culinari. Ho aperto la mia casa, l’acetaia, alle persone che hanno voglia di conoscere l’affascinante mondo del balsamico. Ho così la possibilità di confrontarmi con gli altri e comprendere punti di forza e criticità dei prodotti che propongo. Sono contenta dell’interesse e del riscontro ottenuto, uno degli obbiettivi che mi sono prefissata è proprio quello di portare questo prodotto di altissima qualità, nelle case della gente.

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