La libreria senza libraia - Giada Nalon

La libreria senza libraia di Giada Nalon

di Mariella Massaro

Giada Nalon abita a Oriago, un paese lungo la riviera del Brenta in provincia di Venezia. Dopo aver conseguito la maturità umanistica ha lavorato nel mondo della moda come store manager. Da un mese ha deciso di abbandonare il suo lavoro per inseguire e perseguire i suoi sogni. Uno fra questi la sua Libreria senza libraia.

Quando il mio vecchio lavoro mi caricava di responsabilità enormi e scelte difficili, i momenti in cui potevo leggere erano i miei momenti felici, quelli in cui staccavo la mente e mi immergevo in altre vite che allora mi piacevano più della mia. Mi sono chiesta se in questo mondo frenetico, ci fossero ancora persone che come me amano la lettura. Ho appeso alla ringhiera di casa mia uno scaffale con alcuni libri. Chiunque poteva prenderli o lasciarne altri. Nel giro di qualche settimana la libreria ha iniziato a riempirsi e io ho trovato la risposta alla mia domanda: sì, le persone leggono ancora!

Tutto nasce dalla sua passione per i libri e per la lettura. I libri per lei sono stati un’ancora di salvezza nei periodi meno felici, oltre che stimolo per dare vita a questo suo bellissimo progetto: Giada definisce la Libreria senza libraia un esperimento sociale e io aggiungerei, ben riuscito!

Una libreria per la comunità

La Libreria senza libraia richiama alla mente Il Bookcrossing, la pratica di lasciare un libro in un luogo affinché altri lo prendano e lo leggano. L’idea alla base è quella di promuovere lo scambio culturale e la diffusione della lettura, così come Giada Nalon fa con la sua libreria.  Ha adibito uno spazio esterno privato, casa sua appunto, all’esposizione di uno scaffale pieno di libri. I libri vengono suddivisi per genere letterario e selezionati solo se in buono stato. La libreria di Giada Nalon non è infatti uno svuota-magazzino e tutti coloro che la frequentano lo sanno bene. Per questo i donatori donano libri in uno stato di perfetta conservazione, spesso sono davvero come nuovi.

Alla libreria senza libraia si possono portare, prendere o scambiare libri. Non vi è un limite di libri da prendere ma ovviamente ci vuole buon senso: prendi ciò che ti piace, leggi e poi ripassi a prendere altro. L’ingordigia e la mia libreria non sono buoni amici. Una volta preso, un libro diventa di tua proprietà, non devi restituirlo, a meno che questo non sia un tuo desiderio

I libri, arrivati in libreria, vengono marchiati sulle pagine con la sigla della libreria per evitare che vengano venduti. La sigla sulle pagine li rende subito riconoscibili, in qualsiasi mercatino.

Non potrei tollerare che qualcuno guadagni sui libri donati. Intorno alla libreria non deve girare denaro in nessun modo. La mia è una libreria per la comunità.

Nel fine settimana Giada amplia la sua libreria con un vecchio carretto affinché chi passa, possa trovare più scelta. Giada lo ha soprannominato “il carretto di nonno Ginetto”, apparteneva infatti a suo nonno Gino che lo assemblò tanti anni fa. Giada ha pensato di ridargli vita nella sua libreria senza libraia, donandole così un tocco vintage.

Esperienze, non solo libri

La Libreria senza libraia ci dimostra che c’è tanta gente capace di donare, di accettare un dono e di rispettare uno spazio. Le persone che frequentano la libreria, la amano perché nella sua semplicità, nella sua essenzialità, rappresenta due cose di cui tutti noi abbiamo bisogno: amore e senso di appartenenza ad una comunità. Da questi elementi fondamentali sono nate una serie di iniziative, di esperienze, legate alla libreria in occasione di eventi quali il Natale, l’Epifania e il carnevale.

Per l’estate, Giada vorrebbe provare l’esperienza del cinema all’aperto nel suo giardino con ingresso libero e gratuito e con la libreria aperta in notturna.

C’è magia attorno alla libreria e mi piace spiegarlo con questo esempio: tu torni da lavoro stanco, passi per la mia strada e vedi una libreria esterna, decorata in tutte le stagioni. Ti incuriosisce e ti fermi. Inizi a spulciare tra i titoli presenti e trovi un libro che ti piace. Poi vedi che c’è un reparto per bambini e ne prendi uno anche per tuo figlio. Torni a casa e invece di guardare l’ennesimo programma spazzatura alla tv, sul divano leggi assieme a tuo figlio. Tu hai speso zero euro ma hai vissuto una bella esperienza di vita e chi te lo ha permesso a sua volta l’ha fatto gratuitamente. Ti capiterà di ripassare dalla libreria e porterai tu dei libri e così la catena si ripeterà. Io sono certa che l’amore generi sempre amore.

 

Il dono è l’essenza della Libreria senza libraia

Nel tempo, la libreria senza libraia è diventata qualcosa di più grande rispetto al semplice scambio di libri. È nato infatti un insieme di persone che si sentono parte di un gruppo. Ognuno contribuisce a modo proprio a questo progetto. Un signore ha donato una copertura che possa riparare la libreria in caso di pioggia intensa e improvvisa. Una ragazza che lavora come grafica, ha realizzato e disegnato quello che poi è diventato il logo della libreria. Artigiani della carta regalano segnalibri che possono essere presi dai fruitori della libreria.

Giada Nalon - libreria senza libraia

Oggi, a quasi un anno dall’apertura della Libreria senza libraia, i libri vengono donati non solo dalla gente del posto, ma da donatori provenienti da ogni parte d’Italia. Svariati scrittori emergenti regalano le loro opere con l’obiettivo di farle circolare e raggiungere quanti più lettori possibili, ed è quello che ho fatto io qualche giorno fa con il mio romanzo. È così che ho conosciuto Giada Nalon. Mi sono innamorata di questa iniziativa e sono rimasta colpita dal trasporto e dalla dedizione con le quali porta avanti questo suo bellissimo progetto.

L’amore genera sempre amore e anche se vivete lontani e magari non passerete mai di qua, seguite la nostra pagina, perché anche se distanti, l’amore che genera questa iniziativa vi raggiungerà, ve lo prometto!”

E voi, Api furibonde, conoscevate Giada Nalon e la sua Libreria senza libraia? Scriveteci nei commenti.

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