Angela Aliani

Angela Aliani: dal castello di Ramazzano al Gin rurale

di Feliciana Zuccaro

Ho conosciuto Angela Aliani nel 2007 per lavoro. Mi colpì subito la tempra forte e decisa. Nata nell’aprile del 1960, nel giorno della Liberazione, figlia di un imprenditore agricolo pugliese, Angela ha dimostrato la sua dinamicità in ogni scelta fatta. Laureata in scienze bancarie, ha da subito avviato uno studio associato con uno dei due fratelli, Salvatore ed ha lavorato diversi anni come commercialista. Ma è l’attività agricola intrapresa con Salvatore e l’altro fratello, Vincenzo, che le ha portato diverse soddisfazioni.

Ho rincontrato Angela Aliani, dopo anni, per fare due chiacchiere con lei e per parlare della sua ultima attività imprenditoriale tutta al femminile. Mi ha raccontato diverse cose interessanti sulla sua famiglia di origine, che mi hanno fatto comprendere da dove arriva il suo spirito costruttivo e fortemente produttivo. Ha alle spalle una storia di “donne imprenditrici” che l’hanno segnata particolarmente già da piccolissima.

Zia Giovanna, una delle quattro sorelle di suo padre Antonio, chiamata da tutti Zia Annina, è stata la prima donna a lavorare in una macelleria nel suo paese, Gravina in Puglia. Zia Vincenza, un’altra delle quattro sorelle di suo padre, aveva un negozio di alimentari durante la seconda guerra mondiale. Sua nonna Angela regalava il cibo di nascosto alle donne del paese che vivendo di stenti con i loro figli a causa del conflitto bellico. Per questo motivo “Prendeva le mazzate!”, come diceva lei. Grandi insegnamenti da parte di donne che a quei tempi non avevano vita facile e che si sono ribellate alle dinamiche di una società fortemente maschilista.

Le origini e i grandi insegnamenti

Ma l’insegnamento più grande le è arrivato da suo padre Antonio, un uomo dalla visione sfrontatamente femminista per l’epoca. Era il 1969. A nove anni voleva ricamare e chiese a suo padre di mandarla da qualcuno, dalle suore o da chi conosceva bene l’arte del ricamo. Ma suo padre le bocciò la richiesta dicendole che gli anni a venire, il 2000, sarebbero stati gli anni delle donne. Lei avrebbe dovuto studiare e puntare in alto. Fu il regalo più bello che suo padre le potesse fare. Insegnarle a guardare avanti, sognare in grande, puntare in alto e non accontentarsi delle briciole solo perché era una donna. All’epoca tante famiglie che relegavano le figlie femmine in casa ad imparare i mestieri di casa per poter mandare a scuola solo i figli maschi. E fu così che Angela ebbe l’opportunità di studiare e laurearsi al pari dei suoi fratelli.

DNA enologico

E quando le chiedo da dove arriva il suo cognome, mi racconta di questo bisnonno di origine lucane. Alla fine dell’800, durante la transumanza del periodo invernale, spostandosi sulle murge pugliesi, conobbe quella che poi diventò sua moglie. Questo è il motivo per cui sono ancora una famiglia ben radicata in Basilicata come proprietà agricola. Tornando ancora più indietro, da una ricerca famigliare fatta sul ceppo del loro cognome, hanno scoperto che risalirebbe a un Signore che nel ‘200 fuggì da Chieri, dalle langhe torinesi, terre votate al Barolo, per arrivare in Basilicata.

Insomma un lungo viaggio nelle origini di questa famiglia che ha sempre trovato ispirazione nelle terre viticole e per questo motivo hanno sempre pensato che il DNA enologico sia nel loro sangue. Forse proprio da qui il motivo della grande passione di papà Antonio per i vigneti di Ramazzano, in Umbria, da dove poi parte questa intensa storia imprenditoriale.

Il Castello di Ramazzano e le Cantine Aliani

La svolta c’è stata negli anni in cui suo padre, in viaggio fra i Colli Altotiberini, alle porte di Perugia, decise di acquistare un maniero a Ramazzano che sovrastava le distese di vigneti che oggi portano il nome Cantine Aliani. All’epoca dell’acquisto il maniero era da ristrutturare, e il sogno di suo padre, ancora lontano. Infatti papà Antonio ha visto parte del sogno realizzarsi, grazie alla forza e all’unione tra Angela e i suoi due fratelli Salvatore e Vincenzo, che hanno deciso di coltivare quel desiderio paterno. Infatti hanno ristrutturato il Castello e hanno selezionato vitigni umbri autoctoni per ottenere così vini di alta qualità. Il Castello, poi, è diventato anche sede di ricevimenti e banchetti, oltre che sala congressuale per centinaia di persone. Insomma la passione di questi tre fratelli ha trasformato il sogno di quel padre così lungimirante, in realtà.

Nuovi progetti

Ma da qualche anno Angela Aliani ha deciso di dare una svolta alla sua vita imprenditoriale. È stato nel 2020, l’anno del Covid e in cui tutti eravamo fermi nelle nostre case a riflettere sulle condizioni di stallo che ci attanagliavano, che Angela, scambiandosi gli auguri di buon compleanno con la sua amica di sempre Fabia D’Ecclesiis, decide di introdurre nella sua vita la novità: la Distilleria. La svolta c’è stata negli anni in cui suo padre, in viaggio fra i Colli Altotiberini, alle porte di Perugia, decise di acquistare un maniero a Ramazzano, il quale sovrastava le distese di vigneti che oggi portano il nome “Cantine Aliani”.

La Distilleria: 50/60 Gin Rurale

Angela Aliani e Fabia D’Ecclesiis hanno entrambe una solida esperienza di imprenditoria agricola alle spalle, oltre ad essere entrambe legate alle proprie radici. Di qui l’idea! Un laboratorio in cui estrarre un distillato, un London Dry Gin prodotto dalle erbe della Murgia, un territorio aspro ma che riesce a tirar furi piante spontanee speziate, da cui ricavano il Gin che loro definiscono così “rurale”.

E perché nel marchio hanno scelto di inserire le cifre 50 e 60? Perché le due socie nell’anno in cui hanno deciso di avviare questa attività tutta al femminile, ricordano a loro stesse che quello era l’anno dei loro compleanni a cifra tonda. Fabia era il 50 e Angela il 60.

Così, in mezzo ai profumi delle erbe spontanee e sullo sfondo ramato del loro alambicco, si sono avviate all’unisono in questa nuova avventura, emozionante e divertente, e a guardar bene i risultati si direbbe anche vincente. E i distillati prodotti, il Gin Rurale, il Gin Rurale Agrumato e l’Amaro Rurale sono l’esempio di come la tempra di due donne che decidono di mettersi in gioco. L’ultimo arrivato, il Birbante, è un liquore ottenuto dalla doppia distillazione dell’infuso ottenuto dalle bucce di agrumi, assieme alle mandorle di Toritto e alla cannella. Quest’ultimo distillato è l’esempio della loro propensione allo studio di innovazioni per il mercato.

Leggi anche l’articolo Donne e vino: il racconto di Donatella Cinelli Colombini.

Voi, Api Furibonde, conoscevate Angela Aliani, la sua storia imprenditoriale e la distilleria? Se vi è piaciuta condividete questo articolo!

Hai domande o commenti? Scrivici!