di Simona Verrazzo
Cristina Trombetti, prima donna presidente dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica: la sua carriera tra ricerca, università e formazione.
Lo studio dell’analisi matematica, la formazione di nuove generazioni di ricercatori e studenti, l’importanza del dialogo interdisciplinare, la serietà e la creatività che un luogo come l’università racchiude. In un tempo in cui è sempre più presente il dibattito sulla disparità di genere nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), in Italia una donna è arrivata al vertice di una delle principali istituzioni dedicate alla ricerca matematica: Cristina Trombetti, prima presidente donna dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica (INdAM).
Cristina Trombetti, una carriera tra ricerca matematica e università
Classe 1973, professoressa ordinaria di Analisi matematica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, per sei anni direttrice del Dipartimento di Matematica e Applicazioni “Renato Caccioppoli”, Cristina Trombetti è nata a Napoli e proprio nel capoluogo campano, nella sua principale università, ha costruito gran parte del proprio percorso accademico e professionale, arricchito da periodi di ricerca a Cosenza e Salerno.
La sua è una carriera costellata di riconoscimenti, che testimonia come in Italia i centri di eccellenza scientifica siano presenti tanto nelle regioni del Nord quanto in quelle del Sud.

Il Premio Guido Dorso e il valore della ricerca nel Mezzogiorno
È proprio questo il significato del Premio Guido Dorso, sezione speciale “Università”, assegnato a Cristina Trombetti nel 2024 dall’Associazione Internazionale Guido Dorso.
Istituito nel 1970, il riconoscimento nasce con la finalità di segnalare all’opinione pubblica il lavoro di giovani studiosi e ricercatori del Mezzogiorno. Il premio è stato conferito alla matematica napoletana per il contributo offerto, attraverso la propria attività, alle esigenze di sviluppo e progresso del Sud Italia.
Durante la cerimonia di premiazione, ospitata a Palazzo Giustiniani, sede del Senato, Cristina Trombetti ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’università, non soltanto come luogo di formazione specialistica, ma anche come spazio di confronto, crescita culturale e dialogo, capace di riflettere il modello di società che si intende costruire.
L’università come luogo di conoscenza, creatività e dialogo
«L’università non è solo il luogo dove si acquisiscono competenze specialistiche, ma è lo spazio in cui si genera nuovo sapere attraverso la ricerca, in tutte le discipline, da quelle umanistiche alle scientifiche. La sua missione non può ridursi alla preparazione per il mercato del lavoro, ma deve coltivare e promuovere la capacità di pensare in maniera creativa e interdisciplinare».
Una visione che mette al centro il valore della conoscenza e la capacità della ricerca di aprire nuove prospettive. Per Cristina Trombetti, infatti, l’università rappresenta il luogo in cui trasmettere competenze. Non solo, è anche un ambiente nel quale coltivare il pensiero critico, la curiosità e il confronto tra saperi differenti.

Cristina Trombetti alla guida dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica
Concluso l’incarico di direttrice del Dipartimento di Matematica e Applicazioni dopo due mandati, un’esperienza da lei definita «al limite del totalizzante», Cristina Trombetti ha potuto tornare a dedicarsi a tempo pieno agli studi di Analisi matematica, affiancandoli alle responsabilità derivanti dalla presidenza dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica “Francesco Severi”.
La sua nomina, arrivata nel 2023, ha segnato un passaggio storico nella rappresentanza femminile ai vertici delle istituzioni scientifiche italiane. Per la prima volta, infatti, l’INdAM ha affidato la propria guida a una donna. Prima di lei, Elisabetta Strickland aveva ricoperto la carica di vicepresidente.
Un traguardo che assume un significato particolare nel contesto del dibattito sulla presenza delle donne nelle discipline STEM e sulle opportunità di accesso ai ruoli di responsabilità nel mondo accademico e della ricerca.
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Nella visione di Cristina Trombetti, ricerca e formazione procedono di pari passo. Sostenere il talento dei giovani studiosi significa anche creare le condizioni affinché le conoscenze e le scoperte scientifiche possano trovare possibilità di sviluppo all’interno del Paese.
Un tema richiamato anche in occasione del Premio Guido Dorso, quando la presidente dell’INdAM ha evidenziato la necessità di rafforzare il rapporto tra ricerca scientifica e mondo produttivo.
«È essenziale che le scoperte fatte in Italia possano svilupparsi e maturare, per quanto possibile, all’interno del Paese. Non possiamo ignorare, infatti, che senza il supporto dell’industria molte delle scoperte recenti non sarebbero state realizzate o avrebbero subito ritardi di generazioni».
Un invito a considerare la ricerca non soltanto come motore di crescita economica, ma anche come risorsa per lo sviluppo culturale e sociale dell’Italia. E a riconoscere nell’università un luogo in cui il sapere, attraverso le nuove generazioni, può continuare a generare opportunità e futuro.
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