Erika Sarli

Erika Sarli: la sarta di Corleto Perticara che cuce bellezza e futuro

di Cecilia D’Ambrosio

Erika Sarli è una ragazza spigliata e con le mani sempre in movimento. Non si vede come una imprenditrice ma come una artigiana che parla attraverso ago e filo.

La sua passione nasce tra i banchi di scuola quando inizia a disegnare abiti senza sapere che, proprio in quei bozzetti c’è già scritto il suo futuro. A capirlo per prima è la sua maestra che, ad oggi, conserva i suoi disegni. Tutto accade a Corleto Perticara, un piccolo paese in provincia di Potenza nel cuore della Basilicata.

Qui il tempo cammina piano, e i sogni spesso prendono una strada senza ritorno. Erika sceglie di rimanere e in questa quiete, fa dell’arte la sua voce e della bellezza la sua gentile ribellione. Con ago e filo tesse un futuro laddove restare è considerato un compromesso.

La moda come gentile ribellione

Erika Sarli racconta la sua unica paura è sempre stata non raggiungere i suoi obiettivi. Per lei, la moda non è qualcosa a cui mettere una etichetta ma una intuizione che nasce davanti ad una stoffa:

Non ho mai avuto paura che la mia passione fosse un’illusione. Il processo è più spontaneo di quanto si possa immaginare, semplicemente immagino che forma potrebbe avere l’abito.

Erika Sarli e la sua sartoria

Erika mi racconta che è cresciuta in una realtà dove tutti hanno come obiettivo lo stesso lavoro, ma la vera ribellione è essere diversi. È consapevole di quanto sia rivoluzionario creare qualcosa di così importante e dare valore alla propria comunità. Una comunità piccola ma ricca di valori, quei valori che le hanno dato la voglia di restare dove la scorre vita lenta.

Non ama definirsi imprenditrice: “Ogni tanto me lo dico per scherzo”. Preferisce il termine artigiana, definizione che racchiude mani e occhi – cuore e dedizione quotidiana verso ciò che ama di più.

La sartoria di Erika Sarli

Erika Sarli: bellezza ostinata e la scelta di restare in Basilicata

Essere artigiana è un lavoro meraviglioso ma le difficoltà non sono mancate:

Nessuna sa quanto ti senti solo, quante notti a chiederti se la strada che stai percorrendo ti porterà nella giusta direzione o la pressione che affronti ogni giorno, ma è proprio nei momenti di estrema insicurezza che trovo il coraggio e la forza per andare avanti e ripeto a me stessa che un progetto così ambizioso non sarebbe nato se non avessi avuto la capacità di realizzarlo.

Erika mi racconta che se dovesse rappresentare la sua storia con un abito avrebbe: la linea morbida come il tempo che scorre, lo scollo a cuore con il quale rappresenterebbe l’amore per la sartoria e infine avrebbe dei drappeggi che rappresenterebbero ogni ostacolo superato in questi anni e sarebbe tutto colorato simbolo dei suoi cambiamenti nel tempo.

Erika Sarli

Ogni cliente è importante ed Erika né intuisce i gusti e desideri ancor prima di averci scambiato una sola parola ed è lì che capisce di essere nel posto giusto e di fare ciò che ama di più. La nostra chiacchiera si conclude e mi dice sorridendo: “Vale sempre la pena, se fai quello che ti piace” e in quel sorriso vi è la risposta più vera alla domanda non detta – ne è valsa la pena?
Erika Sarli è stata simbolo di resilienza in un periodo della mia vita in cui mi sono chiesta se valesse la pena fare qualcosa di diverso nella vita. Spero l’amiate come l’ho amata io.

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