Annalisa Spinosa

Annalisa Spinosa, travel blogger con “Trevaligie”

di Luisa Patta

Annalisa Spinosa nasce a Gaeta e vive in questa splendida cittadina, affacciata sul golfo omonimo, con il marito e una bellissima figlia. Sebbene Gaeta sia un luogo incantevole, dove la storia incontra le bellezze naturali e una cucina ricca di squisiti sapori mediterranei, Annalisa ha sempre pronte le valigie per partire, fin da ragazzina. Ed è la sua storia, una storia di emancipazione e nuove consapevolezze, quella che oggi vi voglio raccontare.

Il desiderio di viaggiare

Annalisa ama tantissimo la sua città, ma a un certo punto inizia a starle stretta e arriva un gran desiderio di conoscere cosa c’è altrove, di superare i confini sicuri, di viaggiare.

Penso di averlo capito in quel periodo cosa avrei voluto fare nella vita, quando ho incominciato a spostarmi in autonomia. Sono stata fortunata perché mia mamma mi faceva sperimentare, mi lasciava la possibilità di scegliere. Questo mi ha aiutato molto nella mia formazione.

A diciotto anni fa il suo primo viaggio da sola da Gaeta fino a Predazzo, in provincia di Trento, per raggiungere il fidanzato del tempo. Un’esperienza che per la prima volta le fa provare la bellezza e la libertà che scaturiscono dal viaggiare da sola.

L’attività da wedding planner: soddisfazioni e rinunce

Gli anni passano. Annalisa Spinosa intraprende con entusiasmo la professione di wedding planner, si sposa e da questa unione nasce una bellissima bambina di nome Giada. Fare la wedding planner le piace molto, anche se significa non aver orari, tornare a casa a notte fonda, gestire le ansie delle spose e gli imprevisti dell’ultimo minuto. Questo stile di vita, però, viene messo in crisi quando arriva Giada. Questo tipo di lavoro è difficile da conciliare con i tempi e le attenzioni richieste da una bambina piccolissima. Si trova costretta a lasciare l’attività di wedding planner che faceva con tanta passione e gratificazione.

Ho dovuto lasciare il lavoro quando è nata Giada perché non avevo nessuno che mi poteva aiutare. Avevo degli orari sballatissimi, tornavo alle quattro di notte, uscivo presto la mattina. In più mio marito d’estate lavorava senza orari, quindi non sapevamo a chi lasciare la bambina durante i nostri impegni di lavoro. A malincuore, ho dovuto abbandonare l’attività da wedding planner e chiudere la partita iva, anche se mi piaceva molto quello che facevo.

È importante per me parlare di questo perché noi donne siamo sempre portate a rinunciare, a fare un passo indietro quando diventiamo mamme. Siamo costrette a reinventarci sempre.

Galeotto fu il viaggio in Sicilia

Durante un’estate in cui sua figlia è ancora molto piccola, Annalisa Spinosa decide di organizzare un viaggio in Sicilia, in compagnia di un’altra famiglia con dei bambini altrettanto piccoli. Il gruppo è così composto: quattro adulti e cinque bambini piccolissimi al seguito. Una bella sfida dal punto di vista logistico: non è facile mettere d’accordo tutti e rispettare i tempi e i ritmi dei bambini durante una vacanza. Annalisa, con tanta buona volontà, prende in mano il timone. Raccoglie tante informazioni e insieme agli altri elabora un piano di viaggio che risulta vincente. Il risultato è un viaggio itinerante lungo tutta la Sicilia occidentale a bordo di due auto, con bambini piccoli al seguito. Insomma, non la classica vacanza sotto l’ombrellone, ma un vero e proprio viaggio in cui le mete degli adulti si sono coniugate con quelle dei bambini!

Di necessita virtù: la nascita del blog

Annalisa, durante il viaggio di ritorno dalla Sicilia, ha un’intuizione. Mentre si trovano bloccati dal traffico sulla Salerno – Reggio Calabria, ripensa alla vacanza fatta e si pone una domanda: perché non condividere queste mie esperienze di viaggio? Quello che ho fatto potrebbe essere utile per altre famiglie che vogliono viaggiare con i bambini come noi? Ancora in auto, ne parla subito con il marito. Lui coglie la buona intuizione e le propone di aprire un blog che possa trattare questi contenuti. Annalisa non perde tempo, prende subito il telefono in mano e inizia la sua ricerca. È il 2015 ed è così che nasce il blog Trevaligie. Viaggi e vita on the road.

I primi passi da travel blogger

Annalisa non ha alcuna competenza specifica in questo campo, non è pratica di tecnologia. Anzi, candidamente, confessa che all’epoca non sapeva neanche accendere il computer! Ma sa scrivere e le piace raccontare. Questo è il suo punto di forza.

Si mette sotto con il lavoro: ricerca, si documenta, studia tutto quello che serve per provare a crearsi una professione in questo settore.

Il successo inaspettato

Il suo è un percorso da autodidatta: a poco a poco cerca le informazioni utili per costruire un blog e impara le nozioni tecniche per farlo funzionare e dare i suoi frutti. I risultati del suo studio e del suo impegno non tardano ad arrivare. Partendo da zero, in soli due anni, Annalisa Spinosa riesce a portare il blog Trevaligie.com nelle prime pagine dei motori di ricerca di Google, ottenendo un numero molto alto di visualizzazioni.

Ho cercato di darmi una spiegazione a questo successo inaspettato. Forse perché ho scelto un settore molto di nicchia, propongo viaggi on the road per famiglie. Ora è più in voga, ma allora si trovava pochissimo in rete. Iniziare oggi sarebbe sicuramente più difficile. Ma nel 2015, orientandomi a un settore di nicchia, sono riuscita in poco tempo ad avere un mio pubblico e a scalare subito le classifiche. Ora in rete c’è gente anche più competente di me a livello di funzionalità del web, ma tutto serve per migliorare. Io continuo a studiare e non mi lamento. Ho iniziato a lavorare con piattaforme italiane e anche estere che mi commissionano articoli e per cui offro servizi di creator. In questo modo, il guadagno arriva anche dai social.

Il mondo dei blog è un mondo di relazioni

Il blog “Trevaligie.com” è nato dalla voglia di condividere un’esperienza. Vista la mission, Annalisa fa del suo essere travel blogger anche un modo per porsi in relazione con gli altri. Così, mentre il blog cresce, lei scopre che esiste una bella community femminile intorno ai profili social che parlano di viaggio e ne vuole sapere di più. Magari farne parte.

Una Community di donne, una community solidale

Tra le realtà più solidali presenti in questo settore del web, Annalisa fa la conoscenza di una community di Travel blogger che si chiama Travel Blogger Italiane. Una community di sole donne – si contano oggi 500 iscritte – che si supportano vicendevolmente attraverso i social. Chi ha un problema, una curiosità, può scrivere nelle pagine dedicate e le altre interagiscono rispondendo e offrendo la loro esperienza in merito, senza invidie e prevaricazioni. Anzi, ogni successo viene condiviso e applaudito. Un bellissimo esempio di solidarietà femminile.

Ho iniziato ad avvicinarmi a loro chiedendo consigli a una blogger che faceva parte di questo gruppo. Seguivo il suo sito perché era molto carino. Approfittando della sua esperienza e gentilezza, le chiesi aiuto per portare il mio blog a dei livelli più alti. Lei mi disse di mandarle il link del mio blog e, dopo poco, mi fece sapere che le piaceva la mia idea. Si è appassionata al mio progetto e mi ha consigliato di lavorarci un po’, dandomi delle dritte. Solo a quel punto, scambiando qualche ulteriore informazione con lei, scoprii che si trattava di Paola Bertoni, la Presidente della community delle Travel Blogger Italiane! Così, mi invitò a farne parte, anche se per entrare c’è una bella selezione. I blog ammessi devono avere dei requisiti ben precisi. Incredibilmente, scoprii che il mio blog rientrava perfettamente nei parametri richiesti ed entrai a far parte della Community. Da allora collaboro anche con la loro rivista, travelbloggeritaliane.it scrivendo articoli e proponendo itinerari.”

Perché “Trevaligie”: l’origine di un nome

Il nome del blog racchiude il primo consiglio che Annalisa vuole dare alle famiglie che intendono viaggiare con i bambini: diminuire i bagagli. Ovvero, una valigia a testa, non di più. Ma il consiglio, in realtà, non è suo.

Tre valigie” sono le parole che pronuncia sempre mio marito quando siamo in partenza. Dice sempre ‘in macchina solo una valigia a testa, non di più.’ Noi siamo tre, quindi tre valigie. L’ho trovato un nome perfetto per il blog!

I primi viaggi con “Trevaligie.com”

Annalisa ricorda bene il primo viaggio fatto con Giada, quando lei aveva solo sei mesi. Destinazione Ischia. Voleva essere una prova generale e anche un modo per abituarla sin da piccolissima a viaggiare. Giada ha retto le ore in auto, la breve traversata in traghetto e la prova del primo viaggio a tre è stata superata. Così, il passo successivo è stato partire tutta la famiglia per un on the road di un mese in Francia, sulla costa atlantica. Viaggiano in auto da Gaeta, costeggiando tutto l’Oceano Atlantico e raggiungendo la Bretagna. Poi salgono ancora, fino in Normandia. Scendendo, tagliano la Francia facendo tappa a Disneyland. Dopodiché, una tirata di diciassette ore per tornare a Gaeta.

A ripensarci ora, Giada non aveva neanche un anno! Ma avevamo escogitato tutto: un piccolo frigorifero in macchina con il freezer. Giada era in fase di svezzamento, quindi avevamo la necessità di portarci dietro tutti i barattolini di pappe monoporzione… in viaggio la pasta per una bimba in fase di svezzamento non te la fa nessuno! Quindi avevamo tanti barattolini di pasta congelati che, ovunque ci fermavamo, scaldavamo. Nella cucina di un ristorante o, se c’era la possibilità, in un autogrill. In Francia, gli autogrill hanno tutti il microonde. Tutte le stazioni di servizio sono attrezzate per offrire questi servizi per i bambini, scalda biberon eccetera. Così, appena Giada dava segni di fame, ci fermavamo. Lei mangiava la sua pappa in tutta tranquillità. Insomma, ci siamo organizzati. Tutto si fa, basta avere un po’ di pazienza e un buon piano.

Viaggiare con i bambini: una questione di compromesso, una scuola con i sensi

Annalisa Spinosa, con l’esperienza di viaggi di famiglia che ha maturato, capisce che per viaggiare bene con i bambini è importante trovare il giusto compromesso. Bisogna bilanciare le attrattive che fanno piacere agli adulti e quelle che divertono i piccoli viaggiatori. Visitando una città, per esempio, un buon equilibrio tra le due cose si ottiene alternando le visite culturali con delle soste al parco giochi. Lì il bambino può scaricarsi, correre, saltare, arrampicarsi. Oppure, in base all’età dei piccoli, dedicare un giorno intero alla visita di una città e il giorno successivo andare in un parco divertimento tematico in zona. In questo modo diminuisce lo stress del viaggio per il bambino e allo stesso tempo lui si sente coinvolto nella scelta dell’itinerario, man mano che cresce. Il viaggio diventa un progetto da costruire insieme.

Qualche mese fa siamo stati a Torino e abbiamo camminato moltissimo. Giada è venuta a piedi con noi, facendo 15.450 passi in una sola giornata, con una temperatura di ventinove gradi. Siamo partiti dall’albergo per arrivare al bellissimo Parco del Valentino. Lei è una bambina pigra e, nonostante questo, ha camminato senza stancarsi. Era felicissima di fare questa esperienza con noi. Abbiamo preso i risciò, abbiamo visitato tutto il parco e siamo ritornati in albergo a piedi. Qualche anno fa non avremmo mai creduto che Giada potesse divertirsi a camminare tanto! Invece è stato possibile perché negli anni è stata educata al viaggio. Per noi è stata una bella vittoria! A parte un meritato intermezzo al parco giochi, abbiamo dedicato la giornata alla visita di molti musei e della Reggia di Venaria Reale. Si è appassionata ai quadri, ai giardini, alle carrozze. Ha visto la Dora che si immette nel Po, ha fatto domande. Questa è la grandezza del viaggio: imparare i luoghi, la storia e la geografia grazie all’esperienza e non attraverso il libro. Ha fatto due giorni di assenza a scuola, ma in compenso ha studiato il Piemonte dal vivo, raccogliendo più informazioni che sui libri! Il viaggio è la scuola con i sensi, perché attivando i sensi ti ricordi tutto. Non c’è scuola migliore del viaggio.

Riconoscimenti importanti e nuovi progetti

A prova della qualità del lavoro svolto, quest’anno Trevaligie – Travel Magazine di Annalisa Spinosa ha ricevuto il Premio Viaggi e Turismo 2024 Di Lux Life Magazine come migliore piattaforma di viaggi per famiglie del 2024 in Italia.

È stato davvero un lungo viaggio! Essere inizialmente nominata, passare attraverso le fasi di ricerca e valutazione e infine ottenere il riconoscimento per un premio internazionale è stata davvero una bellissima avventura.

Annalisa, da quando ha intrapreso l’attività di travel blogger, si è accorta che gran parte del suo tempo lo dedica a rispondere alle persone interessate ai suoi contenuti. Tutti i giorni la contattano personalmente per avere informazioni sugli itinerari di viaggio proposti. Le chiedono dove dormire, dove portare a giocare i bambini dopo il museo, come raggiungere posti sconosciuti e tante altre indicazioni. Così Annalisa ha una nuova intuizione: decide di diventare una progettista di viaggio. Con questa qualifica professionale può aumentare il ventaglio dei servizi per i suoi utenti e ottenere un ritorno economico maggiore e proporzionato al suo impegno giornaliero.

Da travel blogger a travel designer

Per diventare a tutti gli effetti una progettista di viaggio, ovvero una travel designer, Annalisa ha recentemente seguito un corso di studio con Carla Diamanti, una travel coach considerata un guru in questo settore. Questo percorso le ha permesso di ottenere la Certificazione di Travel designer, così da concretizzare un lato del suo lavoro molto importante, ovvero le richieste dirette degli utenti in cerca di un viaggio su misura per loro. Avere questa qualifica le consente di realizzare itinerari turistici personalizzati.

Verso un turismo consapevole

Un altro aspetto importante per Annalisa è anche promuovere un turismo consapevole e preservare il paesaggio che sta pubblicizzando. A questo proposito, esiste un curioso aneddoto.

C’è stata una volta in particolare in cui sono stata sommersa di commenti e messaggi privati. È successo dopo aver pubblicato il reel e l’articolo su un luogo bellissimo che si trova in Umbria, le Mole di Narni. Si tratta di un posto che non conosceva nessuno qualche anno fa e anche io non lo avevo mai sentito nominare prima. Dopo aver lanciato l’articolo, sono stata mesi e mesi a rispondere alle persone che cercavano questo posto e non riuscivano a trovarlo. Così ho iniziato a dare indicazioni rispondendo ai messaggi uno ad uno, perché penso che sia uno dei posti da vedere almeno una volta nella vita in Italia. Fare il bagno alle mole di Narni è un’esperienza bellissima, anche se la temperatura dell’acqua è davvero molto fredda! La bellezza va condivisa, ma anche tutelata. Infatti so che recentemente – a causa dell’aumento dei visitatori – hanno messo l’ingresso alle Mole a pagamento. Ecco, magari organizzandosi con un biglietto da pagare riescono anche a valorizzare il piccolo borgo con i soldi guadagnati. Chissà come evolverà questo luogo nel tempo.

Annalisa Spinosa - travel blogger
Viaggiare da sola, una nuova consapevolezza

Annalisa Spinosa, viaggiando attraverso i luoghi, ha scoperto anche un viaggio interiore che le ha regalato nuove consapevolezze verso sé stessa e una riflessione riguardo alle priorità della sua vita. Ha compreso l’importanza di viaggiare da sola, per scelta e non per necessità. Una donna che viaggia da sola trasmette un messaggio importante, di indipendenza ed emancipazione.

Basta avere uno zaino sulle spalle. Io prima ero una persona legata ai beni materiali, che faceva caso all’abbigliamento firmato. Cinta, borsa firmata, insomma, una tipa così. Da quando ho iniziato a viaggiare, soprattutto a relazionarmi con persone di altri paesi, di altre comunità, la mia mentalità ha iniziato a cambiare. E anche il mio modo di vestire! Posso viaggiare anche con un solo zaino con pochissime cose dentro: una maglietta, un jeans, un paio di scarpe di ricambio, non dando importanza a come mi guarda la gente. Il viaggio, in questo senso, è stato anche una terapia. Per esempio, anche il fatto di mangiare da sola al ristorante. Quando sono in viaggio, la trovo una cosa bella. Mi siedo e mangio dove voglio, non avverto il giudizio delle persone sul fatto di vedere una donna che viaggia da sola. Sto da Dio da sola, raggiungo la pace dei sensi. Per me viaggiare da sola è una scelta, non è un ripiego. Il viaggio mi ha cambiato, ora la ricchezza sono le esperienze che faccio e non le cose materiali. Quello che spendevo in borse firmate, per esempio, ora lo spendo in viaggi. Questa è una cosa ho imparato negli anni, viaggiando, e mi ha fatto proprio bene. Mi sono liberata del superfluo, ho venduto tante cose e la mia priorità sono diventati i viaggi, conoscere nuovi luoghi e nuove culture. Ho riscoperto veramente che serve poco per vivere, per stare bene. È una bella consapevolezza.”

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