Sara Pietrantoni - 365 giorni a Roma

365 giorni a Roma con Sara Pietrantoni

di Valentina Evangelista

Chi ama il cinema ha ancora stampato nella mente l’incipit del film Manhattan di Woody Allen. Un incipit indimenticabile che danza sulle note di Rapsodia in blu di George Gershwin. È composto da molteplici altri incipit, quelli tentati dal protagonista Isaac Davis per il suo romanzo sulla Grande Mela. “Adorava New York, la idolatrava smisuratamente” è solo il primo di una lunga serie che, ormai lo sappiamo, non lo soddisferà.

In effetti è un’ardua impresa trovare un modo originale di parlare, o di scrivere, di una città che in moltissimi hanno già esplorato. E lo hanno fatto attraverso le più disparate chiavi di lettura e attingendo ai più inconsueti espedienti narrativi. New York si rivela ostica per un cervellotico scrittore partorito dalla mente di un regista di fama mondiale. Figuriamoci che faticaccia trovarsi alle prese con una città come Roma, sulla quale si posano strati di secoli e di storia, infinite narrazioni e interpretazioni.

365 giorni per conoscere la Capitale

Le sfide, tuttavia, lo sappiamo bene, appassionano scrittrici e scrittori. Dispensano loro la giusta dose di ostacoli e complicazioni in grado di mettere in moto estro e creatività. Ne sa qualcosa Sara Pietrantoni, che Roma la ama, la percorre, la vive e la studia da anni. È storica dell’arte, guida turistica, giornalista e scrittrice. La nostra protagonista, tuttavia, si è spinta ben oltre l’audace incipit di Isaac Davis. Si è posta non solo l’obiettivo di parlare e di scrivere in modo molto originale di Roma, ma di farlo per 365 giorni l’anno. Senza mai sgarrare, neanche la domenica o il giorno di Natale.

I primi passi di 365 giorni a Roma

Ok, ok, andiamo per ordine. Altrimenti i capitoli di questa storia rischiano di confondersi e 365 giorni a Roma con Sara Pietrantoni sono davvero lunghi da raccontare…

Sono nata a Roma, ho sempre vissuto qui e i miei ricordi sono romani. Il mio quartiere era la mia casa, con qualche escursione nel centro. Ricordo che quando mia zia portò me e mio fratello allo zoo (non eravamo ancora così politicamente corretti da chiamarlo Bioparco), quella passeggiata mi sembrò un viaggio esotico e avventuroso. Da grande iniziai a costruire la mia personale mappa della città, seguendo la necessità del momento, o la semplice curiosità di sapere dove terminasse una certa strada (Tuttocittà si rivelò, nei miei primi anni di esplorazione, fondamentale quanto sarebbe diventata, qualche anno più tardi, la guida archeologica di Filippo Coarelli)

Il percorso di Sara Pietrantoni è ricco di esperienze diverse, tutte animate dal grande amore per la città di Roma che non ha mai smesso di ispirarla: prima la laurea in Storia dell’Arte, poi la collaborazione con alcune associazioni culturali romane e con le testate online Vanity Fair, Arte e Arti e Vita su Marte, infine il lavoro come guida turistica. Poi scatta in lei quel click che attribuisce alla sua storia, e di conseguenza alla mia che ne sono l’entusiasta narratrice e voce fuoricampo, un decisivo cambio di passo.

Visitare la Basilica di San Pietro, la Fontana di Trevi, il Pantheon è meraviglioso… ma poi i gruppi che accompagnavo durante le visite volevano saperne di più: perché quella via si chiama “delle zoccolette”? Chi era Ciceruacchio? Ma davvero Alessandro VI era pessimo come tutti l’hanno raccontato? (beh, sì, in effetti lo era, ma altri non erano certo da meno!). Ho, quindi, assecondato la loro e la mia curiosità iniziando a proporre itinerari meno battuti e spesso insoliti in luoghi romani che in pochi conoscono.
365 giorni a Roma. Dal blog al libro

È così che, nel 2014, nasce il suo blog 365 giorni a Roma che trae spunto, per l’obiettivo di scrivere ogni giorno dell’anno, dalla deliziosa commedia di Nora Ephron “Julie e Julia”. Nel suo blog Sara Pietrantoni parla di Roma in ogni sua sfaccettatura, non solo dei suoi più celebri monumenti. Competenza, passione e ironia si intrecciano nei suoi piacevoli post che ci accompagnano con leggerezza tra i vicoli, nelle piazze e nelle pasticcerie (tra una visita e l’altra un maritozzo con la panna ci sta davvero bene!), nelle tradizioni, nelle leggende e nei modi di dire romani, che raccontano di Roma e del suo spirito quanto le sculture, i dipinti, le chiese, creando grande curiosità nei lettori e fornendo loro insoliti e stuzzicanti spunti per una passeggiata nella propria città all’insegna della meraviglia.

Nel frattempo la passione per la scrittura cresce e Sara Pietrantoni si cimenta in una fortunata serie di avventure editoriali. Fra il 2019 e il 2020 escono per Bardi Edizioni due divertenti libri illustrati per ragazzi, Agostino e l’incantesimo dell’oro, sulla figura del banchiere e mecenate senese Agostino Chigi, e Raffaello sono io!, che narra le appassionanti vicende del pittore alle prese con gli affreschi di Villa Farnesina e con la bella Fornarina. Nel 2022, sull’onda del successo del blog, esce 365 giorni a Roma, guida alternativa e originale alla città, edito da Tempesta Editore nella collana “Daje”.

A dicembre 2023 Sara pubblica, sempre con Tempesta Editore nella stessa collana, Lo strano caso del conte Primoli, romanzo in cui il conte Giuseppe Primoli, discendente di Napoleone e fotografo nella Roma di fine Ottocento, è alle prese con il furto di un prezioso gioiello in una città da poco divenuta Capitale e in rapida trasformazione urbanistica.

La passione per una città

Dalle pagine di Sara Pietrantoni, in cui lo studio, il gusto per l’approfondimento, il piacere della condivisione e l’ironia sono sapientemente dosati, emerge il desiderio di comunicare la sincera passione per una città che non si smette mai di scoprire e anche la personale capacità di sapersi ripensare e di rinnovarsi sempre. Nelle sue osservazioni c’è anche un gusto per quella flânerie che, più che una mera pratica del girovagare senza meta, è il dono speciale di saper guardare i luoghi, e ai luoghi, rintracciando la bellezza non in ciò che ci si prefigge di vedere, ma in quello che il proprio sguardo incontra senza che ciò sia previsto. Questo dona al lettore un grande privilegio, quello di non saziarsi grazie a una didascalica spiegazione, ma di veder stimolato il proprio appetito e la propria voglia di scoprire e di approfondire.

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche “A passo di pecora” con Caterina De Boni.

E tu, Ape Furibonda, hai mai intrapreso la sfida di raccontare la tua città? In che modo lo hai fatto o hai voglia di farlo? Saremmo davvero molto curiose di saperlo!

Hai domande o commenti? Scrivici!