Tania Deodati

Tania Deodati tra biodiversità e City Nature Challenge

di Valentina Evangelista

Nel 2005, in un discorso tenuto in occasione della cerimonia delle lauree al Kenyon College, il formidabile scrittore David Foster Wallace citò la storiella dei due giovani pesci. Mentre nuotano spensierati, incontrano un pesce più anziano che domanda loro: «Com’è l’acqua oggi?». I due giovani pesci si arrestano di colpo domandandosi: «Acqua? E cosa diavolo è, l’acqua?». Il senso è chiaro. Spesso non facciamo caso alle cose più ovvie; il più delle volte l’evidenza tende a coincidere con l’invisibilità. Ma cosa c’entra questo con Tania Deodati, biologa, insegnante e organizzatrice della competizione internazionale di citizen science City Nature Challenge? C’entra e anche parecchio, perché è soprattutto grazie a lei che ho iniziato a prendere confidenza con il concetto di biodiversità, in cui ero immersa da sempre senza rendermene conto. Un po’ come gli inconsapevoli pesci citati da Foster Wallace.

Il resto del suo discorso, entrato poi a far parte della raccolta di cinque racconti pubblicati tra il 1987 e il 1991, This is water, affrontò il tema cruciale del ruolo dell’educazione e dell’istruzione nell’insegnare non come pensare, ma a cosa pensare.

Tania Deodati. Quando l’entusiasmo è contagioso

A volte, capita la fortuna di inciampare in persone rare e appassionate alla loro vita e ai mille interessi dei quali, con impegno e dedizione, non smettono di prendersi cura. E questo è ciò che è accaduto a me. Ho incontrato Tania Deodati, che vive l’insegnamento e la passione per la biodiversità con una vivace curiosità e un entusiasmo contagioso, che nuota consapevole di che cos’è, l’acqua.

Biodiversità e stupore

Ecco, questa non è una storia che scaturisce da un colpo di fulmine di grande effetto. Neppure da una vocazione che annebbia tutto il resto. E, forse, è anche per la naturalezza e umiltà con la quale mi viene raccontata da Tania Deodati. Perciò che mi sembra significativa da condividere e meritevole di essere illuminata.

La mia passione per la biodiversità, e soprattutto la consapevolezza di questa passione, non fu innata e nemmeno immediata, ma arrivò già da adulta. Ero iscritta alla facoltà di biologia con l’idea di dedicarmi a qualcosa che avesse a che fare con la microbiologia e anche con la medicina. Fu l’incontro fortunato con il Prof. Valerio Sbordoni a rimescolare le carte in tavola, facendomi scoprire non solo la biodiversità, ma anche un’inedita parte di me stessa e a svelarmi ciò che mi appassionava davvero. Seguii con grande trasporto e interesse un suo corso di zoologia ed evoluzione biologica che accese in me il desiderio di conoscere sempre meglio e sempre più in profondità questi temi. Con Valerio Sbordoni presi parte all’entusiasmante progetto Evoluti per caso – Adriatica sulla Rotta di Darwin in Patagonia e Terra del Fuoco, mi laureai e dottorai, assecondando lo stupore che caratterizza i bambini affamati di sapere, uno stupore che ancora, e per fortuna, non mi abbandona.

La minuscola parte di un tutto

È guidata da questa attitudine alla scoperta, alla meraviglia e allo stupore Tania Deodati da studentessa. Diventa insegnante e cerca di trasmettere alle sue allieve e ai suoi allievi la passione e il dubbio per quanto li circonda. Per rubare le parole a Foster Wallace, Tania tenta di insegnare loro non come pensare, ma a cosa pensare.

Credo che ognuno di noi possa ambire ad avere un ruolo importante e positivo nella vita di altre persone, soprattutto nell’instillare in loro la curiosità, la voglia di scoprire e il desiderio di coltivare il dubbio che la realtà delle cose possa discostarsi molto da quanto appaia in superficie. In un mondo tanto egocentrico ed egoriferito, mi piace suggerire alle ragazze e ai ragazzi un diverso, sfaccettato e più realistico, punto di vista. Noi non siamo che la minuscola parte di un tutto più grande e connesso, dove anche un insetto come un bombo, poco gradevole alla vista e in apparenza pericoloso, svolge un ruolo fondamentale per garantire l’equilibrio del nostro ecosistema.

Tania Deodati e City Nature Challenge

È con questa propensione alla condivisione e con l’entusiasmo di continuare a “giocare” con la biodiversità, che Tania Deodati intraprende una nuova sfida. Entra a far parte del gruppo organizzatore di City Nature Challenge, gara internazionale di osservazione della biodiversità nata nel 2016 per iniziativa dell’Accademia delle Scienze della California e del Museo di Storia Naturale della contea di Los Angeles.

Dal 2023, su impulso proprio del Prof. Valerio Sbordoni, scomparso nel 2024, la competizione viene organizzata, sul territorio di Roma Città Metropolitana, dall’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, affiancata da molti partners che organizzano i bioblitz, appuntamenti di osservazione guidati da esperti botanici, zoologi ed ecologi. Quale occasione migliore per promuovere conoscenza, instillare curiosità e coinvolgere adulti, bambini e ragazzi nell’osservazione dell’acqua in cui nuotiamo tutti i giorni, ovvero della biodiversità del luogo in cui viviamo?

Questa appassionante sfida tra città, arrivata ormai alla sua decima edizione, ha l’obiettivo infatti di documentare la presenza, negli ecosistemi urbani, di piante non coltivate e animali selvatici e ha anche il merito di essere di grande supporto all’attività di ricerca di scienziati e ricercatori. L’edizione di quest’anno si terrà dal 25 al 28 aprile. In questi quattro giorni singoli cittadini e gruppi organizzati potranno documentare con foto, video e file audio, la biodiversità presente nelle loro città. Partecipare è molto semplice e soprattutto divertente: basta scaricare su smartphone l’app gratuita iNaturalist, creare un account e, nei giorni dedicati alla competizione, caricare sulla app le proprie segnalazioni attivando la georeferenziazione.

Io mi divertirò a prendere parte alla competizione, partecipando a uno dei tanti eventi organizzati. E lo farò insieme a Tania Deodati.

E tu, Ape Furibonda, avevi mai sentito parlare di City Nature Challenge?

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