Mamma Natale

Se un giorno Mamma Natale…

di Feliciana Zuccaro

Chi non conosce Babbo Natale? Oramai è nell’immaginario di chiunque, quest’uomo barbuto di rosso vestito che dispensa regali a destra e a manca, come in una sorta di delirio di onnipresenza e onniscienza. E chi è Babbo Natale? Un omaccione di tarda età che dovrebbe rilassarsi comodamente sulla sua bella poltrona e godersi la tanto agognata pensione, invece si ritrova a costruire giocattoli con il supporto di una marmaglia di piccoli esserini verdi chiamati elfi.

L’immaginario comune ha cancellato la memoria storica di questo personaggio così tanto famoso. Siamo ormai tutti convinti che Babbo Natale sia stato inventato dalla Coca-Cola. In realtà l’anziano signore è nato durante la guerra di secessione americana, ben settant’anni prima. A disegnarlo per la prima volta è stato il tedesco Thomas Nast nel 1863. Eppure solo l’immenso fatturato della bevanda più conosciuta al mondo lo ha reso realmente famoso.

E se la memoria storica cancellasse la sua immagine classica? Mamma Natale

Se allora una bevanda tanto famosa e la sua azienda dal fatturato miliardario riesce in un’operazione simile, perché non pensare che possa essere possibile sovvertire il pensiero comune e cancellare l’immagine classica di Babbo Natale? No, non sono impazzita, non vorrei mai cancellare definitivamente il personaggio più amato da tutti i bambini del mondo. Ma se pensassimo alla creazione anche di una Mamma Natale?  Perché Babbo Natale non può essere una donna? Così ho pensato di proporre a dei bambini di quarta elementare, un piccolo esperimento, ovvero rappresentare con delle illustrazioni e con pochissime righe, come sarebbe per loro Mamma Natale. Ne sono venute fuori delle belle, davvero!

Le domande poste ai bambini

Innanzitutto ho posto ai bambini alcuni quesiti semplicissimi, tipo “Se Babbo Natale fosse una donna come sarebbe? Cosa farebbe? Ci hai mai pensato?” Quasi tutti i bambini hanno ammesso di non averlo mai fatto, di non aver mai immaginato una ipotetica Mamma Natale. Probabilmente perché nell’immaginario collettivo la figura dell’uomo barbuto più conosciuto al mondo non è facilmente scardinabile. Il comun denominatore di tutte le risposte è stato la bontà con cui hanno immaginato la figura di un’ipotetica Mamma Natale.

Quasi tutti i bambini hanno pensato alla sostituta di Babbo Natale come una donna molto dolce, che riempie tutti i bambini del mondo con baci e abbracci e che distribuisce tantissimi biscotti e caramelle a tutti gli abitanti della terra. Infatti questo aspetto mi ha resa felice. Ma ciò che, di contro, mi ha lasciata stranita è stata la risposta di molti bambini i quali vedevano Mamma Natale come una perfetta casalinga capace di sistemare le faccende domestiche.

E le loro risposte…

«Se fosse una donna avrebbe sicuramente dei bambini da accudire, un marito a cui pensare e dedicherebbe il suo tempo per rendere felici i bambini», «Farebbe sempre biscotti», «Si mette a dieta tutto l’anno ma poi i bambini le scrivono sulla lettera che non deve cambiare perché è simpatica e perfetta così, quindi si abbuffa di dolci», «Se fosse femmina cucirebbe i vestiti agli elfi e cucinerebbe per tutto il villaggio», «Sarebbe più magra e più snella», «Non ci ho mai pensato, perché per lei è pesante il peso della sacca, ma sarebbe brava per quando si strappa la sacca e la cucirebbe».

Visioni stereotipate

Queste sono le risposte che mi hanno fatto riflettere molto. Infatti in queste risposte ci sono degli stereotipi che sono duri a venire meno, probabilmente perché la figura femminile è ancora incentrata nella cura familiare e nelle cosiddette faccende domestiche. Ovviamente il mondo si sta evolvendo in questo senso. La situazione femminile è in continuo cambiamento. Aumentano sempre di più le donne che lavorano e quelle che acquisiscono posizioni organizzative e manageriali di rilievo, quindi il carico familiare viene sempre più diviso equamente tra genitori. Ma in determinati ambienti questi stereotipi sono ancorati nella cultura degli adulti e vengono trasferiti già in tenera età. Anche la convinzione che le donne una volta cresciute debbano necessariamente avere figli o volerne, perché è il loro ruolo. Scardinare questa visione, sembra davvero difficile. Poi i bambini sono fermi sull’idea dell’estetica delle donne.

Mamma Natale nell’immaginario degli adulti

Una ipotetica Mamma Natale si preoccuperebbe tanto dell’aspetto estetico, della linea, delle forme, dell’abbigliamento giusto da indossare anche in quel dato momento. Ora che ho posto la visione di una Mamma Natale a voi adulti che mi state leggendo, ovviamente potreste rispondermi “Ma già il nome stesso Mamma Natale impone la visione di una Mamma, quindi si desume abbia dei figli da accudire” … e io vi risponderei immediatamente che “Anche Babbo Natale, lo dice il suo nome, è un Babbo, ovvero un padre. Ma nessuno si è mai preoccupato come facesse a distribuire doni nella notte di Natale o a produrli nel periodo precedente!”

Sicuramente tutto ciò deriva dal fatto che le cure genitoriali gravano maggiormente sulla donna, così come le cure domestiche e anche le cure come caregiver. Infatti, in una famiglia con figli disabili o genitori anziani a cui dedicare attenzioni, chi è a dedicare tempo e fatica? Chi abbandona il lavoro per seguire le persone affette da malattie o allettate? Il ‘caregiving’ è donna: l’86% assiste familiari ammalati. Ecco che si ritorna al punto di partenza…

Ma non abbiate alcun timore. Questo non è un modo per eliminare Babbo Natale. Non è mia intenzione. Anche io adoro la sua figura panciuta e barbuta. E sarà di sollievo a tutti sapere che questo esperimento non è una mia idea per boicottare l’uomo che sovrasta i nostri cieli in sella alla sua slitta.

La campagna #MoreWomen

Una agenzia di comunicazione (Anomaly) anni fa ha promosso la campagna contro la disuguaglianza di genere chiamata #MoreWomen. Anche in quel caso è stato chiesto ad un gruppo di bambini se il mestiere di Babbo Natale potrebbe essere svolto da una donna (If Santa was a woman, could she do the job?). La maggior parte di loro ha risposto di no. “Mamma Natale si perderebbe nel cielo” ha detto un bambino. Un altro ha detto che se Babbo Natale fosse una donna avrebbe sicuramente dei figli che potrebbero rompere i giochi prima che vengano consegnati. Un altro ancora ha spiegato che probabilmente Mamma Natale non sarebbe in grado di fare la consegna senza aver visto come la fa Babbo Natale. Poi secondo alcuni la cosa che un’eventuale Mamma Natale saprebbe fare meglio è “cucinare”.

Se Babbo Natale fosse Mamma Natale- Campagna #MoreWomen
Ma c’è una soluzione a questo strambo problema?

Si potrebbe pensare ad un approccio più equo. Si potrebbe ipotizzare sia un Babbo Natale, sia una Mamma Natale, che eventualmente collaborino. In questo modo la “parità” potrebbe essere sinonimo di “apertura”, non di rinuncia, soprattutto nell’universo dell’infanzia.

Un’altra soluzione sarebbe anche quella di raccontare a tutti i nostri bambini che Babbo Natale oggi riesce a portare così tanti giocattoli tutti insieme perché nel 1916 una donna di nome Helen Gamble ha brevettato la prima borsa da viaggio pieghevole della storia (per intenderci il vero e proprio sacco dei regali). Oppure che tutti quei regali ogni anno vengono messi sotto ad un albero artificiale brevettato sempre da una donna, Mary Crook, nel 1911. Che Natale sarebbe stato altrimenti senza quell’albero e senza il sacco in cui scarrozzare i regali?

Babbo Natale e Mamma Natale
E poi resterebbe l’unica incognita da risolvere…Lei!

Per ora l’unica icona femminile delle feste natalizie è la Befana, paradossale no? A Natale siamo tutti più buoni, mentre l’Epifania tutte le feste porta via. Pensandoci bene, mica male però. Babbo Natale ha bisogno di aiutanti, la Befana invece fa tutto da sola: è una donna single e piena di iniziativa. Babbo Natale produce tonnellate di imballaggi, la Befana invece è upcycling: in assoluta tendenza green, usa soltanto vecchie calze usate e dolcetti a km zero.

Va beh, per il momento diciamo “Viva viva la Befana” incrociando le dita per una soluzione più equa. Credetemi che non è un discorso femminista il mio, ma solo di parità!

Poi, per chi non lo sapesse esistono dei libri su Mamma Natale, persino delle fiere in cui Mamma Natale accoglie i bambini, ovviamente nel Villaggio di Babbo Natale (stramba idea) e se foste curiosi, c’è anche un film da vedere, su Mamma Natale con Angela Lansbury (la protagonista della famosa serie “La signora in giallo” per intenderci).

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E voi Api Furibonde, diventereste Mamma Natale per un giorno? Scriveteci.

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