Enrica Tesio

Enrica Tesio: l’ironia che naviga fra le imperfezioni

Enrica Tesio sa strapparti un sorriso sempre e comunque. S’intrufola nei meandri delle disavventure quotidiane, naviga fra le imperfezioni, le fragilità e le debolezze di ognuna di noi.
Blogger, copywriter, autrice. I suoi libri hanno tutti quel tratto ironico che la rende inconfondibile.
Il blog Tiasmo le ha regalato la notorietà e molte altre sfide lavorative e resta sempre il suo primo amore.
Enrica Tesio si racconta alle nostre Api furibonde, dagli esordi alle “ultime fatiche”.

Hai affrontato con ironia la tua nuova condizione di mamma single, sei ripartita con il tuo blog Tiasmo. Prima o poi l’amore arriva. E ti incula e da lì ti nota la Mondadori, inizia la tua carriera di scrittrice. Al tuo primo libro si ispira un film…Ti aspettavi tutto questo riscontro quando hai cominciato?

Non mi aspettavo niente, so che sembra strano, ma ho aperto il blog per far circolare tra gli amici e i conoscenti la notizia che mi ero separata (ricevevo continuamente richieste di cene o uscite in coppia per esempio). Quindi l’idea era più funzionale al momento: raccontare quello che stava accadendo, rassicurare che tutto andava bene e chiudere il blog. A dimostrazione che non mi aspettassi niente è il titolo con la parolaccia dentro e il fatto che i primi post fossero davvero brutti e sciatti. Però probabilmente quell’autenticità cialtrona è piaciuta.

Dal blog ai libri

Nel 2015 è stato pubblicato La verità, vi spiego, sull’amore (Mondadori). Dodici ricordi e un segreto nel 2017 (Bompiani). Nel 2019 la raccolta di poesie Filastorta d’amore. Rime fragili per donne resistenti (Giunti). Come definiresti dalla tua prospettiva ciascuno di questi tre libri?

La verità è l’entusiasmo sconsiderato degli inizi, pura incoscienza. Dodici ricordi è il mio preferito, intimo e secondo me il più interessante dal punto di vista letterario. Filastorta è la mia scommessa, una forma infantile per parlare di cose pesanti. Filastorta è stato anche la mia occasione di fare teatro e di conoscere quello che è il mio attuale compagno, lo amo moltissimo (sia il libro sia il compagno).


Secondo te, che cosa hanno apprezzato ed apprezzano di più i tuoi lettori?

Del mio modo di scrivere? Apprezzano il conforto credo e il sorriso. Il fatto che si possa trovare sollievo riconoscendosi nelle parole di un’altra persona.

Il lavoro ed una grande famiglia

Come concili lavoro e famiglia? Non è sempre facile, ma tu non hai rinunciato alla tua realizzazione professionale…
Ci sono sempre riuscita, in un modo o nell’altro, per assurdo è molto più complicato ora occuparmi di tutto, perché ho mia madre malata. Ma più siamo (ora di figli siamo a quota cinque) più è semplice, i grandi si occupano dei piccoli e la più piccola si occupa di tutti noi. C’è anche da dire che io ho cominciato a scrivere quando la mia situazione professionale era già stabile, poi ho fatto scelte importanti tipo non lasciare il contratto a tempo indeterminato per dedicarmi alla scrittura o al lavoro autoriale nello spettacolo. Col senno di poi ho fatto benissimo.

Nel tuo nuovo libro Tutta la stanchezza del mondo (Bompiani) entrano in scena il popolo del multistanching e 12 fatiche. Ce ne sveli una?

La burocrazia. Mi uccide letteralmente, siamo ormai degli enormi agglomerati burocratici.

Concludiamo sorridendo. Sul blog c’è la tua biografia “in progress”: ad oggi tre figli, due gatti, un affitto ed un amore. Il mutuo c’è ancora?

Certi mutui non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Il mutuo c’è ancora, ma su una casa dove ora vive il padre di Marta e Lorenzo, quindi lui mi paga l’affitto su un appartamento dove io pago il mutuo. Resta tutto in famiglia…

Così conclude la nostra Enrica Tesio. Noi invece vorremmo farlo citando un suo articolo sui tanti motivi per cui non riusciamo a fare pace con noi stesse: non mi perdono dunque sono. Ecco, magari, di tanto in tanto, con moderazione, impariamo a farlo e smettiamola con l’ “ansia da perfezione”.

E tu Ape furibonda cosa condividi di questo articolo?
Se ti è piaciuto leggi anche Francesca Sanzo: la forza nella fragilità delle parole.








Hai domande o commenti? Scrivici!