Damien Hirst - La testa mozzata di Medusa

Damien Hirst in Galleria Borghese: le figure femminili nella mostra “Archeology Now”

Le opere di Damien Hirst nella Galleria Borghese di Roma lasciano senza fiato. Lasciano senza fiato perché sono una contaminazione preziosa dell’antico. Sanno sorprenderti sia in piccole che in grandi dimensioni.

C’è un intenso dialogo fra passato e presente in queste sfarzose sale, fra l’arte dei padri della nostra cultura e l’arte contemporanea di uno degli interpreti del nostro presente. Così La tuffatrice, i Nudi dell’Antica Grecia invadono gli spazi in cui troneggiano Amore e Psiche, Paolina Bonaparte, Proserpina.

Se programmi una fuga nella “città eterna”, da Ape furibonda, fino al 7 novembre prossimo, non puoi perderti la mostra Archeology Now di Damien Hirst curata da Anna Coliva e Mario Codognato.

Si percorre un’interpretazione dell’universo femminile attraverso la scultura che prende forma in un fascino profuso fra gli stucchi e i marmi dei sontuosi saloni. Le donne di Hirst si confrontano con quelle del Canova, del Bernini, degli antichi maestri. Pronta per seguirci in un tripudio di materiali e di colori?

Damien Hirst - mostra Galleria Borghese
Galleria Borghese
Le donne nelle opere di Damien Hirst

Le donne di Damien Hirst sono multiformi, vivono di contrasti cromatici e fantasiose commistioni materiche fra marmo, bronzo, corallo, cristallo di rocca, pietre dure, malachite. C’è una continua tensione emotiva che pervade la magia fra l’archetipo e la sua evoluzione.

Compaiono fra i capolavori del Rinascimento sculture che attraggono lo sguardo. Ecco nella stessa sala, si contendono le attenzioni dei visitatori Nudo dell’antica Grecia e La Tuffatrice. Quest’ultima, in punta di piedi, imponente, porta le sue braccia verso una dimensione metafisica, si staglia verso l’alto: un capolavoro di oltre 4 metri adatto ad un Ninfeo greco o romano.

Sfidano Paolina Borghese Cinque nudi dall’Antica Grecia in marmo rosa, un pezzo della collezione di Prada che è sostenitrice di Hirst e di questa mostra.

Le sculture di Hirst: un racconto che pervade la mitologia

Non ci sono eccessive semplificazioni, neppure nella piccola statuetta Abbondanza in oro e bronzo, dal seno ampio che potrebbe non necessariamente alludere alla fertilità, viste le concezioni degli antichi sulle differenze di genere. Per Mesopotamici, Egizi e Greci la relazione tra genere e procreazione non era essenziale.

Proseguiamo con Testa di Sfinge in argento e vernice e Aten una scultura marmo rosso, agata grigia e foglia oro. Il tatuaggio in Egitto si praticava dal 2000 a.C. circa ed era tradizionalmente associato a musicisti e ballerini nubiani. Aten con la sua nudità ingioiellata è espressione della sensualità.

La Testa mozzata di Medusa, in tutte le sue interpretazioni, come i curatori della mostra ci ricordano, testimonia che dall’antichità romana in poi, la sua grande bellezza divenne il suo più importante attributo. La poetessa tardomedievale Christine de Pizan la descrisse come figura “di una bellezza così sorprendente che non solo superava tutte le altre donne, ma era attraente per ogni creatura mortale su cui posava lo sguardo”. Con un’allusione metaforica ai poteri fatali della Gorgone, Pizan concluse che la sua bellezza “sembrava rendere le persone immobili”.

Damien Hirst -La testa mozzata di Medusa
Damien Hirst -La testa mozzata di Medusa
La narrazione di Damien Hirst

Così percorrendo le diverse sale questa mostra è una continua narrazione in cui perdersi: ripresa, riaffrontata, intessuta nuovamente, pervasa dai miti, attualizzata.

Damien Hirst, artista ed imprenditore britannico, con ben 80 opere della serie Treasure From The Wreck Of The Unbelievable già esposta a Venezia nel 2017, supera i limiti e coltiva le provocazioni. Lo dimostrano le sue opere più rappresentative come lo squalo in formaldeide The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living e il calco in platino di un teschio tempestato di oltre 8000 diamanti For the Love of God.

Si tratta di una di quelle mostre ispiratrici che un’Ape furibonda non può perdersi. E tu? Ce ne consigli una?

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