Arianna Greco

Arianna Greco: l’arte enoica e le donne dipinte di vino

Arianna Greco è l’artista ideatrice dell’Arte enoica. Pugliese di origini, precisamente di Porto Cesareo, ma cittadina del mondo, entra a pieno titolo fra le nostre Protagoniste e ci racconta il percorso pittorico che le ha permesso la piena realizzazione delle sue inclinazioni e dei suoi progetti.

Chi è Arianna Greco?

L’eclettica artista ha vinto il 34° European Award for The Tourism nell’ambito del Film Tour Festival. Le sue opere sono conosciute in più parti del mondo. Due volte ospite del Golden Tour sia a Mosca che a San Pietroburgo ha esposto presso The State Hermitage Museum Official Hotel e ad Hong Kong si è esibita in diversi live di pittura col vino. È stata l’unica italiana scelta per due volte dalle Donne del Vino in Uruguay per rappresentare l’Italia durante i festeggiamenti dedicati all’Associazione Nazionale delle Produttrici Vitivinicole Uruguaiane. Dal Museo di Pulcinella, a Napoli, che ospita diverse sue opere, nel 2012, ha ricevuto il titolo di Ambasciatrice del Museo di Pulcinella nel Mondo (prima donna). Nel 2012 a Firenze lo stilista Salvatore Ferragamo ha ospitato Arianna Greco con una personale a Palazzo Bartolini Salimbeni commissionando l’opera Il Bacco di Arianna dipinto con i vini prodotti dalla famiglia.

Gli esordi

Come e quando nasce l’idea di dipingere con il vino?

L’idea di dipingere col vino nasce tra il 2011 ed il 2012 quando ero a Bari ed il mio compagno era un enotecario amante del vino. Io studiavo odontoiatria e protesi dentaria ma amavo la pittura, amavo l’arte, amavo il bello. Con lui ho iniziato a frequentare degustazioni e ad osservare il colore del vino. Quel rosso cangiante, quel rosso dalle diverse sfumature per me più che una bevanda era colore. Da lì l’idea di poterlo utilizzare come vero e proprio colore su tela. Ne parlai con lui e con alcuni amici che mi invogliarono a procedere. E quindi iniziai ad intingere il pennello in un calice di Primitivo di Manduria realizzando una prima piccola tela poi volata in Svezia e facente ora parte di una collezione privata.

L’arte enoica consiste nell’utilizzare il vino al posto dei tradizionali colori sulla tela. Nel corso del tempo il vino si ossida su tela come farebbe in barrique o in bottiglia, cambiando colore, passando dai rossi vivi tipici dei vini giovani ai colori maturi tipici dei vini invecchiati e specifici per ciascun vitigno. Una volta avvenuto il cambiamento il colore viene “fissato” tramite un procedimento di cui custodisco il segreto.

L’arte enoica e la scelta dei vini

Come scegli i vini per le tue opere?

Scelgo i vini un po’ a caso. Oppure, quando ho già testato il vino di un determinato produttore, se la resa a me piace, tendo a riutilizzarlo anche se normalmente ogni bottiglia è un mondo a sé e quindi pur avendo già utilizzato il vitigno di un determinato produttore, non necessariamente il risultato con una bottiglia analoga sarà lo stesso. Quindi ogni volta è una scoperta. Poi dipende dalla situazione perché, per esempio, quando sono all’estero tendo ad utilizzare vini italiani, soprattutto vini del mio territorio, ma anche vini caratteristici della zona in cui mi trovo. Per esempio in Brasile ho utilizzato vini di produttori brasiliani. Lo stesso a Miami e in Russia.

Donne dipinte di vino

I soggetti dei tuoi quadri sono le donne. Quali aspetti ti ispirano particolarmente?

Io credo che il corpo femminile sia bello di per sé, con tutte le sue perfezioni e imperfezioni. La sinuosità del corpo di una donna sia magra, sia più in carne, è sempre da celebrare esteticamente. Questo non vuol dire che l’uomo non sia esteticamente rappresentabile. In effetti ho ritratto diversi uomini nella mia vita ma se devo rappresentare sensualità, Eros, bellezza pura, preferisco farlo raffigurando una posa femminile. Le donne sono come il vino, ma a chi non se ne intende sembrano tutte uguali. Perché riesce solo a distinguere una bruna da una bionda, come un rosso da un bianco, si fida di una frizzante e leggera come di uno spumantino che poi taglia le gambe, fa fatica a mandare giù una complessa e rompipalle come un rosso strutturato, ma al secondo sorso, si accorge che scalda la bocca e il cuore.

Presente e futuro

Quali sono i tuoi progetti attuali e quelli futuri?

Attualmente sto raccogliendo i frutti del mio lavoro precedente avendo richieste di opere da tutto il mondo. Continuo ogni anno a realizzare le immagini ufficiali per alcune importantissime fiere vitivinicole internazionali come ad esempio il Salone dei vini e dei distillati di Sochi sul Mar Nero in Russia di cui realizzo ormai da sei anni l’immagine ufficiale. Stessa cosa per il Brasile per l’evento Encontro de Vinhos. Nel 2016 è uscito il film documentario Vino su tela. L’arte Enoica di Arianna Greco per la regia di Agnese Correra. Un film-documentario di 70 minuti che racconta la Puglia vitivinicola attraverso la mia vita, le mie scelte artistiche, la mia storia, il mio lavoro. È stato selezionato dalla Farnesina per la settimana della cucina italiana nel mondo e quindi è stato proiettato presso gli istituti italiani di cultura a Budapest, Praga, in Azerbaijan. Un grande onore per me.

Un messaggio alle donne

Tu con l’arte sei riuscita a trovare la tua realizzazione. Quali sono state le maggiori difficoltà e che cosa diresti alle donne che vogliono realizzare i propri sogni?

In questo caso la difficoltà nasce dall’idea comune che con l’arte non si possa sopravvivere perché l’arte non è un lavoro. I miei genitori, la mia famiglia avevano la stessa idea. Secondo loro non si può sopravvivere dipingendo. Invece io ho voluto crederci ed ho portato avanti, nonostante tutto, questa mia passione. Credo che ognuna di noi debba portare avanti ciò che la fa stare bene perché vivere una vita infelice, costrette a fare ciò che non ci piace è frustrante. Alle donne che vogliono realizzare i propri sogni non posso fare altro che dire che devono assolutamente, nel bene e nel male, seguirli o almeno provare, tentare di farlo. Se proprio non è possibile allora cercare di condurre una situazione parallela, ma mai arrendersi. Almeno un tentativo va fatto. Un po’ come l’amore, perché i sogni e l’amore sono la stessa cosa.

E tu, Ape furibonda, che ne pensi di questo percorso? Hai delle Protagoniste da segnalarci?

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